martedì, 08 novembre 2005

 Un neologismo al giorno toglie il lessico di torno

   Questa volta non si tratta di neologismi ma di un uso diverso del termine.

In occasione della tribolata vicenda Fazio e le sue (sospirate da tutti ma non da lui) dimissioni, Panorama scriveva:

 

 

   PALAZZO KOCH come il BUNKER DI BERLINO

  che non è un neologismo ma vuol intendere che Fazio si è asserragliato nella sede di Banca d’Italia come fece tristemente Hitler alla fine della sua guerra.

 Frase forse difficile da decifrare, specie per un ventenne. Mi ricorda Antonio Baldassarre, dodicesimo presidente della Rai, che non volendo dare le dimissioni, con l’unico consigliere rimastogli fedele teneva consigli d’amministrazione nella sua Smart, ed essendo virtualmente barricati al settimo piano di via Mazzini per respingere ogni assalto, il Corriere della Sera titolò;

  NON SI ARRENDONO I GIAPPONESI DELLA RAI

Inteso come quegli irriducibili combattenti della guerra del Pacifico che gli Americani dovettero stanare uno per volta dalle isole.

Sempre più incomprensibile

 

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  Leggete questa definizione data dal L’Espresso alla moglie di Fazio:

  - La "governatora", cioè la mogliera di Fazio, che ha proclamato con fierezza: "Io rispondo solo a Dio e alla mia famiglia. La verità verrà fuori. Magari non in questa vita, ma in quella che conta" -.

  

 In verità la governatora è un titolo in uso nell’america latina. Ne fa fede un recente notiziario Rai:

  ... Il governo federale, da Brasilia, ha proposto di inviare aiuti, ma la governatora dello Stato di Rio, Benedita da Silva, del Partito dei lavoratori (Pt), ha rifiutato ...

 Anche in Italia abbiamo esempi di governatora:

   La contrada dell’Oca a Siena, per esempio, si fregia del titolo di “Nobile” che le venne conferito per il valore dimostrato dai suoi soldati in occasione della battaglia di Montemaggio (1145) e di quella di Montaperti (1260). Quest’ultima le valse pure il titolo di governatora.

 

E pure il Goldoni nel suo Il Mercato di Marmantile, fa dire alla sua protagonista:

  Quando governatora un dì sarò. Tu verrai dinnanzi a me  con rispetto ed
umiltà, ... ch'esser io devo la governatora.

  Nel caso  della signora Fazio invece, viene usato in senso ironico se non addirittura dispregiativo, poichè risulterebbe da intercettazioni telefoniche che la signora, in materia finanziaria fosse molto intraprendente.

Da qui lo sfottò.
Ah, che tempi, signora contessa! Dove sono finiti quei bei banchieri di una volta che di fronte al minimo sospetto scrivevano una lettera di scuse e si sparavano seduti alla propria scrivania?

 

 

DARE LA BAIA

  Secondo Davide Monaco nella sua storia dei Sanniti, quando I Romani vinsero a Maleventum che ribattezzarono Beneventum, coniarono pure un motto di spirito: dare la baia a Benevento, nel senso di sfottere, prendere in giro.

  Infatti baia o bagia in alcuni dizionari viene riportato quale sinonimo di beffa, dileggio, burla, irrisione e Giuliano Ferrara nel suo editoriale su Panorama di questa settimana, lo usa per dire che Berlusconi è riuscito a realizzare politiche decisive, creando un nuovo clima civile in cui non è proibito dare la baia ai moralisti un tanto al chilo, ai magistrati politicizzati e ai sepolcri imbiancati dell’economia corporativa.

  Sarà. Io ho l’impressione che Berlusconi abbia dato la baia pure a noi…

  *** 

  Lo spettro della rottura a causa delle norme antiribaltone. 
 Riguardo all’opposizione: Non faremo «nessun diktat» assicura il Cavaliere che manda un monito agli alleati: «Se non c’è accordo… Koizumi docet»

Queste sono tre righe dell’articolo di M.Franco sul Corriere della Sera del 17 Settembre 05 inerente la situazione politica italiana. Più che una serie di neologismi, qui a mio parere si tratta di aprire la cortina di nebbia che aleggia sulla politica italiana. Cominciamo:

  Il presidente Berlusconi ha proposto il cambiamento della legge elettorale e l’opposizione ha parlato di Diktat, che è il complesso di condizioni, imposto da una delle parti (cioè non negoziato da ambedue), in un trattativa (internazionale).

  Le nuove norme, secondo il partito di Gianfranco Fini, andrebbero a favorire il partito di Casini del suo luogotenente Follini, da qui una polemica che potrebbe far temere (lo spettro) una rottura nella maggioranza a causa delle nuove norme imposte da AN per impedire fenomeni di cambiamento repentino del governo (il ribaltone) a causa di voltagabbana dell’ultima ora. Berlusconi però li mette in guardia: (il suo monito): « Fate attenzione – dice – che potrei fare come il primo ministro giapponese (Koizumi) che si è liberato degli alleati ed è andato recentemente a vincere le elezioni con ampio margine. 

 

 

I Kaziri

Accorato appello di un militante a Fini, durante la festa di Azione Giovani:

  «Si impegnerà presidente Fini per la causa dei kaziri?». Lo accompagna un ragazzo calvo che ripete: «Aiuto, presidente... aiuto».

II ministro: «Sì certo, conosco benissimo la situazione, l'Italia...».
  Lo interrompono lì: «Presidente scusaci, è una goliardata… l kaziri non esistono». A quel punto la platea scoppia a ridere, Finì pure si alza, stringe la mano al militante che ha organizzato la boutade. 
Da “Il Giornale” del 16 Settembre 2005)

 

 Viva l’edonismo e paninari
Chi sarebbe oggi un militante di Azione Giovani, “il movimento dei giovani che si riconoscono nelle finalità di Alleanza Nazionale, ispirato a ad una visione spirituale della vita”, si chiede Maria Laura Rodotà sul Corriere on line del 16 settembre 2005 ?

  E va a rispolverare i paninari , fratelli minori degli yuppies che emersero a Milano nella seconda metà degli anni ’80 fuori dalle paninoteche , antesignane dei fast-food (nell’esercito romano gli antesignani marciavano prima delle insegne), vestiti rigorosamente con El Charro Monclaire, Timberland, che parlando un gergo orecchiato in una trasmissione domenicale: Drive Inn imitavano un comico che faceva loro il verso usando parole quali squinzia, sfitinzia e smerigliare paninazzi, che regolarmente i giovani riusavano per riconoscersi.

  L’edonismo reganiano era invece un tormentone con cui Roberto d’Agostino interveniva ogni volta alla trasmissione cult “Quelli della notte” di Renzo Arbore ed è rimasto un segnale del tramonto dell’austerity e della questione morale invocata da Enrico Berlinguer insieme con «... i Righeira, Scialpi, Alvaro Vitali, Jerry Calà, i film dei Vanzina, Has Fidanken, le tette balconate senza silicone di Tinì Cansino e il belvedere delle ragazze Cin cin , il cacao meravigliao, i videoclip, Dj television, la Cagiva st 125 e l'Aprilia Af1, la Maserati Biturbo e Veronica Castro, gli Spandau e gli Snorkies per non parlare dei Puffi». 

 

 

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venerdì, 04 novembre 2005

Finisco postandovi questa cosa che non so come archiviarla. Si tratta delle note musicali quando non si usava ancora il Do:

  UT queant laxis
REsonare fibris

MIra gestorum

FAmuli tuorum

SOLve polluti

LAbe reatum

Sancte Iohannes" 

 

  Sono molto contento di essere Qui, diceva il nipote di Paperino.

Anch'io sono contento di essere Qua, diceva l'altro nipote.

Il terzo non parlava perche', essendo stato coinvolto in un Qui pro Quo quando parlava lo prendevano per Qui ma lui era Quo e ci soffriva.

 

 

Lettera a Dagospia:

Assolutamente, praticamente, un attimino, diciamo, teoricamente. Parole che vanno o sono andate di moda, adesso è il momento di “quartierino”, “lingottino” e meno male che Solferino è di per se un vezzeggiativo, così i creativi non si sono dovuti sforzare più di tanto nemmeno su Dagospia, però hanno apposto un bel “furbetti” che non è niente male. Questa moda è stata lanciata, se non erro, da un “tipino” molto “furbetto”, quel “falchetto” di Ricucci, che il vezzeggiativo l’ha nel cognome, e tutti dietro come baccalà. Il Paese va a rotoli e giornalisti, commentatori e politici giocano con gli ini e gli ucci. Ma basta, per carità, basta! Il problema degli italiani è uno che ha il cognome che termina in oni.

Franco Due

 

 

 

 

 

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martedì, 01 novembre 2005

Neologismi di Novembre

 Effetti del nuovo linguaggio in telecronaca. Se un certo difensore del Palermo avanza veloce e improvviso verso la porta dell´Udinese non servono tante parole e il telecronista sintetizza così: "Sale Grosso". Che in enigmistica è una soluzione di crittografia mnemonica perfetta.

 

 Guida al Campionato, sabato dopo Milan-Juve. Capello sembra tutto sommato sereno, ma si ritrova dallo studio Maurizio Pistocchi che inizia a parlare di arbitraggi dell´anno scorso. Capello perde tutta la serenità e definisce Pistocchi "Il rieccolo". Sconcerto in studio, e Capello allora spiega che era l´appellativo che Indro Montanelli usò per Fanfani quando tornò al governo eccetera. Fornita la spiegazione, Capello si è tolto l´auricolare e se n´è andato sdegnato. (Antonio Dipollina per “La Repubblica”)

 

Ma quale Concordato, quale laicità: al congresso dei radicali, piuttosto, è tornato Satanasso. Raccolgono firme per intitolare una strada a Moana Pozzi; è in vendita "La dolce vita", rotocalco interamente dedicato a quella "bendetta pianta" che sarebbe la cannabis; e all´ingresso si possono acquistare cappellini e magliette dell´associazione "No God" (no Dio). E non c´è nulla davvero che manchi, abolizione di finanziamenti e facilitazioni alla Chiesa, mini-divorzi e pillole, aborto eutanasia e pacs.

(Filippo Ceccarelli per “La Repubblica”)

 

 

Ciagate,

è bufera sulla Casa Bianca

Bush: "Prove serie"

Incriminato Lewis "Scooter" Libby, braccio destro del vicepresidente Cheney: rischia 30 anni e una maxi multa. Si è già dimesso.

 

DISMISSIONI

Il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra correttiva per un importo di complessivi 6 miliardi di euro. Ha spiegato Tremonti: «Oggi il governo ha deciso di intervenire sugli incassi delle dismissioni immobiliari ipotizzate in precedenza». Per le dismissioni immobiliari secondo Tremonti, erano previsti incassi per 6 miliardi di cui quasi tre da pagarsi dall’immobiliare americana a cui farebbe capo Bush padre che si e’ pappato i piu’ bei palazzi del monopolio tabacchi. Il governo ha invece incassato 600 milioni da qui la manovra correttiva (cioe’ spostare il credito nel bilancio del prossimo anno).

 

 De Mita, ha accusato Ambrogio Ietto di aver fatto "una stronzata" quando aveva lasciato la Margherita per l'Udeur di Clemente Mastella.
Di qui la rabbia dell'assessore salernitano che, dopo qualche giorno, presa carta e penna, ha scritto prima a De Mita e poi a una cerchia di amici salernitani, tra cui il senatore della Margherita Roberto Manzione, per manifestare il proprio stato d'animo, vale a dire quello di "chi, fedele e coerente per cinquant'anni ai valori del popolarismo, si sente appioppare dal segretario regionale dei Dl dello stronzo". (P. Forilli su L’Espresso.)

 

Michele Serra per “La Repubblica”
L´uso del dito medio eretto, mostrato all´avversario a mo´ di sfregio fallico, piace molto alla destra italiana. Ne ha fatto sfoggio la signora Santanché, lo hanno riprodotto in manifesto i berlusconiani dell´Alto Adige, tanto per fare simpatia. Il Gadda di "Eros e Priapo" ci scriverebbe sopra una postilla, su questo piccolo cazzutismo portatile. Per altro, risulta che la signora Santanché abbia affrontato a dito in resta alcuni manifestanti di sinistra che le davano della "zoccola", secondo l´uso, schifosissimo e per giunta tipicamente reazionario, di sfregiare le femmine che non restano a casa a fare la calza.

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