
Un neologismo al giorno toglie il lessico di torno
Questa volta non si tratta di neologismi ma di un uso diverso del termine.
In occasione della tribolata vicenda Fazio e le sue (sospirate da tutti ma non da lui) dimissioni, Panorama scriveva:
PALAZZO KOCH come il BUNKER DI BERLINO
che non è un neologismo ma vuol intendere che Fazio si è asserragliato nella sede di Banca d’Italia come fece tristemente Hitler alla fine della sua guerra.
Frase forse difficile da decifrare, specie per un ventenne. Mi ricorda Antonio Baldassarre, dodicesimo presidente della Rai, che non volendo dare le dimissioni, con l’unico consigliere rimastogli fedele teneva consigli d’amministrazione nella sua Smart, ed essendo virtualmente barricati al settimo piano di via Mazzini per respingere ogni assalto, il Corriere della Sera titolò;
NON SI ARRENDONO I GIAPPONESI DELLA RAI
Inteso come quegli irriducibili combattenti della guerra del Pacifico che gli Americani dovettero stanare uno per volta dalle isole.
Sempre più incomprensibile
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Leggete questa definizione data dal L’Espresso alla moglie di Fazio:
- La "governatora", cioè la mogliera di Fazio, che ha proclamato con fierezza: "Io rispondo solo a Dio e alla mia famiglia. La verità verrà fuori. Magari non in questa vita, ma in quella che conta" -.
In verità la governatora è un titolo in uso nell’america latina. Ne fa fede un recente notiziario Rai:
... Il governo federale, da Brasilia, ha proposto di inviare aiuti, ma la governatora dello Stato di Rio, Benedita da Silva, del Partito dei lavoratori (Pt), ha rifiutato ...
Anche in Italia abbiamo esempi di governatora:
La contrada dell’Oca a Siena, per esempio, si fregia del titolo di “Nobile” che le venne conferito per il valore dimostrato dai suoi soldati in occasione della battaglia di Montemaggio (1145) e di quella di Montaperti (1260). Quest’ultima le valse pure il titolo di governatora.
E pure il Goldoni nel suo Il Mercato di Marmantile, fa dire alla sua protagonista:
Quando governatora un dì sarò. Tu verrai dinnanzi a me con rispetto ed
umiltà, ... ch'esser io devo la governatora.
Nel caso della signora Fazio invece, viene usato in senso ironico se non addirittura dispregiativo, poichè risulterebbe da intercettazioni telefoniche che la signora, in materia finanziaria fosse molto intraprendente.
Da qui lo sfottò.
Ah, che tempi, signora contessa! Dove sono finiti quei bei banchieri di una volta che di fronte al minimo sospetto scrivevano una lettera di scuse e si sparavano seduti alla propria scrivania?
DARE LA BAIA
Secondo Davide Monaco nella sua storia dei Sanniti, quando I Romani vinsero a Maleventum che ribattezzarono Beneventum, coniarono pure un motto di spirito: dare la baia a Benevento, nel senso di sfottere, prendere in giro.
Infatti baia o bagia in alcuni dizionari viene riportato quale sinonimo di beffa, dileggio, burla, irrisione e Giuliano Ferrara nel suo editoriale su Panorama di questa settimana, lo usa per dire che Berlusconi è riuscito a realizzare politiche decisive, creando un nuovo clima civile in cui non è proibito dare la baia ai moralisti un tanto al chilo, ai magistrati politicizzati e ai sepolcri imbiancati dell’economia corporativa.
Sarà. Io ho l’impressione che Berlusconi abbia dato la baia pure a noi…
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Lo spettro della rottura a causa delle norme antiribaltone.
Riguardo all’opposizione: Non faremo «nessun diktat» assicura il Cavaliere che manda un monito agli alleati: «Se non c’è accordo… Koizumi docet»
Queste sono tre righe dell’articolo di M.Franco sul Corriere della Sera del 17 Settembre 05 inerente la situazione politica italiana. Più che una serie di neologismi, qui a mio parere si tratta di aprire la cortina di nebbia che aleggia sulla politica italiana. Cominciamo:
Il presidente Berlusconi ha proposto il cambiamento della legge elettorale e l’opposizione ha parlato di Diktat, che è il complesso di condizioni, imposto da una delle parti (cioè non negoziato da ambedue), in un trattativa (internazionale).
Le nuove norme, secondo il partito di Gianfranco Fini, andrebbero a favorire il partito di Casini del suo luogotenente Follini, da qui una polemica che potrebbe far temere (lo spettro) una rottura nella maggioranza a causa delle nuove norme imposte da AN per impedire fenomeni di cambiamento repentino del governo (il ribaltone) a causa di voltagabbana dell’ultima ora. Berlusconi però li mette in guardia: (il suo monito): « Fate attenzione – dice – che potrei fare come il primo ministro giapponese (Koizumi) che si è liberato degli alleati ed è andato recentemente a vincere le elezioni con ampio margine.
I Kaziri
Accorato appello di un militante a Fini, durante la festa di Azione Giovani:
«Si impegnerà presidente Fini per la causa dei kaziri?». Lo accompagna un ragazzo calvo che ripete: «Aiuto, presidente... aiuto».
II ministro: «Sì certo, conosco benissimo la situazione, l'Italia...».
Lo interrompono lì: «Presidente scusaci, è una goliardata… l kaziri non esistono». A quel punto la platea scoppia a ridere, Finì pure si alza, stringe la mano al militante che ha organizzato la boutade. Da “Il Giornale” del 16 Settembre 2005)
Viva l’edonismo e paninari
Chi sarebbe oggi un militante di Azione Giovani, “il movimento dei giovani che si riconoscono nelle finalità di Alleanza Nazionale, ispirato a ad una visione spirituale della vita”, si chiede Maria Laura Rodotà sul Corriere on line del 16 settembre 2005 ?
E va a rispolverare i paninari , fratelli minori degli yuppies che emersero a Milano nella seconda metà degli anni ’80 fuori dalle paninoteche , antesignane dei fast-food (nell’esercito romano gli antesignani marciavano prima delle insegne), vestiti rigorosamente con El Charro Monclaire, Timberland, che parlando un gergo orecchiato in una trasmissione domenicale: Drive Inn imitavano un comico che faceva loro il verso usando parole quali squinzia, sfitinzia e smerigliare paninazzi, che regolarmente i giovani riusavano per riconoscersi.
L’edonismo reganiano era invece un tormentone con cui Roberto d’Agostino interveniva ogni volta alla trasmissione cult “Quelli della notte” di Renzo Arbore ed è rimasto un segnale del tramonto dell’austerity e della questione morale invocata da Enrico Berlinguer insieme con «... i Righeira, Scialpi, Alvaro Vitali, Jerry Calà, i film dei Vanzina, Has Fidanken, le tette balconate senza silicone di Tinì Cansino e il belvedere delle ragazze Cin cin , il cacao meravigliao, i videoclip, Dj television, la Cagiva st 125 e l'Aprilia Af1, la Maserati Biturbo e Veronica Castro, gli Spandau e gli Snorkies per non parlare dei Puffi».
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