venerdì, 09 settembre 2005

DERAGLIARE

 Le cronache di inizio secolo parlano dello scandalo suscitato dal primo treno uscito dai binari che i giornali avevano descritto con una nuova parola "Deragliamento" traducendolo pari pari dal francese derallier probabilmente adattato sull'inglese To rail che e' il verbo del viaggiare del treno.

 

 Nessuno scandalo ora, ma nessuno ha piu' osato la stessa operazione negli anni sessanta con la costruzione dell'Autostrada del Sole quando vennero applicati i Guard rail che nessuno oso' italianizzare in guardaragli o consimili.

 Eppure oggi le brutture impazzano, arrivano dall'inglese, ormai lingua dominante e molto raramente dal francese. Oggi arrivano piu' dal Computer che da una vera e propria lingua: Videata, schermata. Scannare che non e' piu' tagliare la gola ma riprodurre una fotografia. Erasare, deletare per cancellare ed altre quisquilie.  

 Recentemente mi e' stato dato dell'ignorante da un ignorante piu' di me, che non potendomi attaccare evidentemente con argomenti validi, si era attaccato al fumo della pipa citando come sbagliassi il plurale di sociologo che scrivevo sociologhi invece che sociologi.

 Quando mi attacco' una seconda volta perche' avevo scritto il verbo fare nella terza persona con l'accento perche' intendevo distinguerlo dalla nota musicale, ho postato (altro orrendo neologismo) su "it. Lingua italiana di Mailgate dove si discutono questioni di lingua per chiedere come si scrivesse FA e DO quando erano verbi e non note musicali, come si scrivesse SI quando era affermazione e LA quando indicava un luogo. Ebbene, si stanno scrivendo ancora adesso senza che riescano a trovare un accordo, forse perche' grazie al Cielo, la lingua e' cosi' in rapido movimento che le regole si formano ormai cammin facendo a differenza della lingua letteraria che fino al Manzoni e' rimasta inchiodata nelle sue regole per quattrocento anni mentre il popolo continuava ad evolvere il linguaggio attraverso i neologismi che venivano assorbiti dai dialetti.

 

  

 

 

L’ULTIMA PAROLA

Giuliano Ferrara su IL FOGLIO del 7 Settembre scorso, scriveva:

 “... illustre di giornalisti, pm, danarosi MARRAZZONI, tecnici prestati alla politica (in realtà in debito con la politica) e vario altro GREMBIULAME. ...”
(www.ilfoglio.it/editoriale.php - 23k - 7 set 2005 –)

 Come spesso succede in questi casi, grembiulame è stato subito ripreso da un editoriale di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera del 9 u.s. che lo fa risalire addirittura ad un paradigma cospirazionista della Rivoluzione Francese, con la definizione di “finanza laica” contro “finanza cattolica” a proposito del caso Fazio che avrebbe scatenato una CANEA (che altri non è che un clamoroso contrasto di chiasso e di suoni tali da far pensare all’inseguimento della preda da parte dei cani … mentre di COSPIRAZIONISTA non si trovano le tracce).

Piuttosto, è questo marrazzoni che mi lascia perplesso. Infatti, malgrado venga citato di foglio in foglio da giornalisti di ogni livello da Diego Cuggia (Sono ankora ingalera DAVVEROPORKODIO!e non ci credo più a GNENTE e ne ho pieni i coglioni di Strisce, Marrazzoni,iene cugini, nani e ballarini... ) Aldo Cazzullo lo mette in bocca a Rossella (Tocca sempre all´America liberare il mondo dai marrazzoni, ieri in Europa, oggi in Medio Oriente ) e pure un blog che raccoglie testi: www.testicoli.splinder.com  riporta: (Pensate a quei marrazzoni che stanno a spaccare il capello in quattro e che non vogliono sfilare contro il terrorismo a fianco di Schifani. Pensateci.) ma nessuno dei vocabolari, dei dizionari italiani e nemmeno la Crusca lo riporta.

 Che derivi da MARRAZZO, famoso giornalista prestato alla politica?
Ah, saperlo.

  ***

 Scusate, ma se SCHASCIARE va considerato come:

 Togliere un processo dall'area cache del server  (grazie, Alexpen per la spiegazione), allora troverò qualcuno che mi spiega cosa significa: RANDOM JOKE ?

 

 

 

 

 

 

 

DIZZZIONARIO fUTILE di Aldo Vincent:

A BUSO

 

 

 

Insulto bolognese political correct

 

 

 

Notare che l’abuso dell’uso del buso porta al disuso e non lo scuso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AALTO

 

Alvar Hugo (1898-1976) Urbanista finlandese di circa due metri. Famoso alle Olimpiadi (salto in aalto) e in edilizia (Subappaalto)

 

ABACO

 

Strumento fiorentino di calcolo da cui derivava l’aseta

 

ABACUC

 

 

 

Vecchio profeta rincoglionito

 

 

 

ABARTH

 

 

 

Carlo (1908-79) Elaboratore di motori sportivi. Famose le sue Mutande Abarth con la striscia marrone in mezzo

 

 

 

ABAT-JOUR

 

 

 

Frate francese che non lavora di notte

 

 

 

ABBA

 

 

 

Giuseppe Cesare (1838-1910) garibaldino e Marta (1900-88) attrice,  componenti di un famoso complesso musicale svedese

 

 

 

 

 

 

postato da: AVincent alle ore 11:01 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005

Sono sicuro che leggendo questa nuova edizione di:

GODERE CON LA LINGUA

Voi pensiate che si tratti di uno scherzo.

 

E invece sì.

Auguri

 

Cià

Aldo Vincent
gelataldo@hotmail.com

postato da: AVincent alle ore 09:22 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005

L’ULTIMA PAROLA

 

 

 

Mi è successo stamattina, di sentire che il tennista Agassi è entrato in semifinale lasciando BASITO l’avversario.

 

Poiché lo reputavo un termine dialettale ho fatto una piccola ricerca ma l’Accademia della Crusca, che tra i recenti neologismi annovera nientemeno che  BIPARTISAN (Che secondo me risale al gergo giornalistico di almeno una decina d’anni fa ) non lo riporta. Riporta invece nel suo Forum un post inviato da un certo Basito che chiedeva:

 

Cosa cosa cosa??!
"Cheffai, cheddisci (cheddici), chettefrega (chettenefrega), chettimporta, chellasci, chemmenefotte non sono espressioni, pur esistendo nel parlar comune, che possano essere ritenute "lingua italiana"." / Cosa cosa cosa???!!! (Suona bene, eh? Oqqualcuno vorrèbbe forse obièttare cheddovrei dire "Checcosa checcosa checcosa" o, peggio ancora - tipo femminello - "Checosa checosa checosa"??!!!) Hoccapito chell'italiano di oggi èppiuscicc sessuòna "alla milanese" ("s" sonora alla fine, dunque!), con poche geminazioni, "s" quasi tutte sonore, "zio" che in luogo di "tsio" è piuttosto "dzio", mannon misconosciamo la tradizione!! (éssoprattutto: diciamo meno assurdità!)
Autore : Basito - Email :
piscoloxx@hotmail.com

 

 

 

Il Dizionario De Mauro e il Devoto-Oli-De Monnier danno basito come derivante addirittura dal Manzoni: costei è un pulcin bagnato che basisce per nulla  che mal si adatta però alla definizione dei dizionari moderni, e cioè: attonito, impietrito, semisvenuto.

 

Forse ho ragione ancora io, ma occorre andare molto indietro nel tempo a cercare la forma dialettale del latino badius che era il color giallo del cavallo baio che veniva distorto dal popolino in basus.

 

Ecco che allora BASITO forse deriva dal diventare giallognolo, cadaverico, immobile in quanto in stato comatoso…

Chissà.

 

Certo è che Agassi, ha lasciato il suo avversario basito, che vuol dire di stucco, ma di color giallognolo.

 

 

 

Cià

 

 

 

Ricevo e frwrd:

 

 

 

Bandanator

 

Strano esemplare di essere umano con la bandana in testa, teoricamente innoquo ma soggetto a strane crisi di autoesaltazione di se e del gruppo nel quale ha la sua vita sociale. ( per vederene un esemplare http://members.it.tripod.de/morgen/index.html)

 

 

 

postato da: AVincent alle ore 08:56 | Permalink | commenti
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giovedì, 08 settembre 2005

 

 

 

 La Premiata Gelateria Aldo Vincent

 

 

  presenta:

 

 

 

 GODERE CON LA LINGUA

 

Un corso d’Italiano per principianti

 

 

 

 

 

 

Presentazione:

 

 

 

 

 

Sei un giovane rampollo di belle speranze? Hai una bella moto di folle cilindrata, il doppio telefonino portatile e un piccolo rifugio ricavato nello scantinato della villa di papà che i tuoi genitori chiamano affettuosamente “scortico”? Vai a fare il pieno di benzina e paghi con la carta di credito intestato alla società no-profit della mamma che si occupa di beneficenza?

E per finire, hai sottoscritto il nuovo abbonamento a SuperSky Galattico da 1500 canali che vedi su schermo gigante al plasma che ti hanno montato per comodità all’esterno del palazzo di fronte?

Bene, questo corso non è per te.

 

 

Se proprio vuoi godere con la lingua, fatti pagare da papà un corso accelerato d’inglese presso l’Hotel de Enghelterre all’Avana de Cuba. Luogo dove si insegna l’inglese con un lieve accento caraibico, che fa tanto chic.

 

 

Se invece sei un’altro tipo di persona, seguici e ti perderai.

 

 

Ma in italiano.

 

 

Abbiamo diviso questo corso in tre fasi:

 

 

 

 

 

ESORDIENTE                VU CUMPRA’              TOSCANEGGIANTE

 

 

Che corrispondono ai tre livelli d’apprendimento….

 

 

ESORDIENTE

 

 

 

Lezione 1

 

 

 

 

 

PRESENTAZIONI:

 

 

 

Io mi chiamo Silvio. Mi consenta… 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piacere, io mi chiamo Mario

 

Come sta?         (stretta di mano)

 

 

 

 

 

Possiamo darci del tu…

 

 

Come stai?

 

 

 

 

 

Bene, grazie. E Voi?

 

 

Silvio, ma il Voi non si usa più…

 

 

 

 

 

Davvero? Ma io chiedevo di voi, di tutta la famiglia

 

 

Noi, tutti bene grazie. E loro?

 

 

 

 

 

Loro chi?

 

 

Loro, i tuoi compagni di avventura…

 

 

 

 

 

Io non ho mai avuto compagni. Solo amici

 

 

Ah, ecco.

 

 

 

 

 

ESERCIZIO:

 

 

 

 

 

Incontri Silvio e ti presenti. (stretta di mano)

 

 

Poi gli dici come stai tu, gli chiedi come sta lui, e gli riferisci come stiamo noi, come state voi e dove se ne dovrebbero andare loro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Io

Tu

 

 

Egli / Lui

 

 

 

 

 

Noi

 

 

Voi

 

 

Essi / Loro

 

 

 

 

 

Verbo Infinito: STARE

 

 

Indicativo presente: 

 

 

Sto, Stai, Sta, Stiamo, State, Stanno

 

 

(Accopp(i)ali con il pronome giusto)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO INDETERMINATIVO

 

 

 

Aggiungi alle seguenti frasi l’articolo indeterminativo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1-   Adesso compro ….. mortadella

 

 

2-   Guardo, ma non vedo …. cavolo

 

 

3-   Oggi mi faranno …. sconto

 

 

4-    Prendo …. auto

 

 

5-    O forse prendo … autobus

 

 

6-    Sono sicuro di trovarne ….

 

 

7-    E SE TROVO CHIUSO?

 

 

 

 

 

 

 

 

 (continua...)

 

 

 

 

 

postato da: AVincent alle ore 17:55 | Permalink | commenti
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giovedì, 08 settembre 2005
postato da: AVincent alle ore 17:15 | Permalink | commenti
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giovedì, 08 settembre 2005

Lo scorso week-end avevamo deciso di fare un pic-nic nel farm di nostro zio Max e cosi' abbiamo preso la station-vagon con la roulotte senza moquette e abbiamo seguito il guard-rail fino all'ingresso della motorway vicino all'auto-grill dove ci siamo fermati per un drink e uno snack con Hamburger e chips che abbiamo consumato nel caravan mentre i bambini nel parking giocavano con lo sketting-board.

 

Dopo lo stop abbiamo pagato con la card e ci siamo avviati in direzione OUT e abbiamo bypassato la citta' per andare al lago in una localita'  "IN" che avevamo visto in uno spot sul banner di internet dentro il computer. All'improvviso un poster gigantesco con su scritto una parola sola:

 

 

 

ATTENZIONE !

 

 

 

Ho frenato di colpo e ci siamo guardati atterriti: " Ma vuoi vedere che senza saperlo siamo sconfinati in Svizzera?" ci siamo detti.
postato da: AVincent alle ore 16:34 | Permalink | commenti
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giovedì, 08 settembre 2005

 

 

Mi fanno ridere quelli che dicono che quella italiana sia una lingua difficile. Sara' difficile per un Cantonese che per natura e' piu' predisposto a parlare il cinese di un altro cantone che non per un leghista, per esempio.

 

Secondo  me la lingua italiana e' la lingua piu' facile del mondo per l'apprendimento. Pensate che io l'ho imparata che avevo solo due anni e mezzo e non sapevo leggere!

 

Scrivere si'. Scrivere scrivevo eccome. Ma dato che non sapevo leggere quando scrivevo andavo dalla mia mamma e le dicevo: "Zia, " (Perche' tutti i bambini hanno una mamma ma noi eravamo cosi'  poveri che mi dovette partorire una cognata di mio padre dove si recava di tanto in tanto per gli esercizi spirituali) "Zia " dicevo quindi: "Cosa ho scritto? "

 

Fu solo dopo gli otto anni quando sapevo leggere che mi recai dalla zia e le dissi: "Mamma" eh si', c'era ancora confusione nel parentado " Ma lo sai che la zia stava per essere assunta in cielo? "

 

Si’, perche' ero entrato senza preavviso nella camera da letto per leggerle il mio compito che non avevo ancora letto e ho visto la zia in piena crisi mistica che gridava: "O dio, vengo. O dio vengo! " Per fortuna che c'era il papa' sopra di lei che la teneva attaccata al materasso altrimenti sarebbe volata via tra un tripudio di angeli.

 

 

 

Ma lo sapevate che in Finlandese il venditore di sapone viene detto:

 

SAIPPUAKIVIKAUPPIAS (che e' pure palindromo ) ?

 

Ma dopo aver saputo cio' non vi viene voglia di venire in pellegrinaggio con me alla Madonna del Suprammonte per ringraziare di non essere nati Finlandesi visto che non capiamo una parola di finnico?

 

E la punteggiatura? Come la mettiamo con la punteggiatura?

 

Se dico non dico per dire dicendo che dico dico di dire*

 

Date questo pezzo da punteggiare a Enzo Biagi e ve lo trasformera' in un formaggio della Valtellina.

 

Ma se l'altroieri sapevo che l'indomani sarebbe stato il dopodomani di lunedi', quale giorno della settimana sara' l'ieri di dopodomani? ( Sara' venerdi', ma non potresti tenere un'agenda, per la madonna? )

 

E la parasanga? Voi mettereste quattro soldati in una parasanga?

 

(Io si, visto che la parasanga e' lunga sei chilometri e i Romani mettevano un soldato ogni chilometro e mezzo, cioe' un Miles = Miglio ).

 

E che farcene della parola fuori dal suo contesto?

 

Che ci frega a noi se esiste anche  il quartiere della calzatura, la mappa della chiave e l'ala della catena?

 

Cambronne, per esempio, sarebbe passato alla Storia se la parola che ha pronunciato, invece che sul campo di battaglia l'avesse detta al cesso?

 

E se Giulio Cesare avesse detto "Il dado e' tratto" in una bisca avrebbe avuto lo stesso effetto?

 

Ecco una serie di frasi banali che fuori dal loro contesto possono essere giudicate scandalose:

 

 

 

"Signora Contessa, lei non sa a che pene va incontro", disse l'avvocato calandosi le brache...

 

"Come me la vedo brutta!" rispose la contessa camminando su uno specchio.

 

"Che Dio ce la mandi bona", disse il conte suo marito aspettando la nuova serva.

 

"Ma questo non c'entra!" disse la contessa sedendosi su un paracarro.

 

"Grazie per essere venuto" gli disse lei dopo un paio d'ore.

 

"Ahi ahi" disse il pisolino mentre tutti lo schiacciavano.

 

"Mi sento a pezzi" disse il bicchiere caduto a terra.

 

"Basta! Non ne posso piu'! Mi sono rotto!" disse lo specchio appena schiantatosi a terra."Chi s'e' visto s'e' visto!".

 

"Datemi retta"  disse il geometra.

 

"Che disdetta!" rispose l'inquilino sfrattato.

 

"Tutti possono sbagliare"  esclamo' il riccio scendendo dalla spazzola.

 

"Oggi non sono in vena" disse l'ago alla siringa.

 

"Cosa fatta capo ha"  disse il boia.

 

"Non sto piu' nella pelle"  disse il serpente.

 

"Non ho piu' il fisico " disse la mamma di Fermi quando  il figlio se ne scappo' in America.

 

"E' buio. Pesto" disse lo skinhead.

 

"Ho mangiato la foglia"  mormoro' il baco da seta dopo colazione.

 

"E' meglio tagliar corto"  disse il sarto al nano.

 

"Questo e' un circolo vizioso" disse quel tale entrando in una bisca clandestina.

 

"Non mi piace essere preso in giro" disse quel poveretto finito nei vortici del fiume.

 

"Siamo agli sgoccioli" disse il rubinetto guasto.

 

"Tu non sei che una principiante!" disse la lettera Z alla A.

 

"Io ne ho piene le scatole!" disse il fiammifero.

 

"Te la faro' pagare salata" disse la sogliola dopo aver litigato con l'aringa.

 

"Sai, l'importante e' essere cortesi, cosi' i clienti ritornano volentieri" disse il becchino ad un collega.

 

  "Dio t'assista"  disse un tassista ad un collega.

 

"L'importante e' prendere la palla al balzo" disse il  castratore di canguri.

 

"Sono tutto orecchi" barri' l'elefante.

 

"Meglio una gallina oggi che un uovo domani" disse il gallo.

 

"Ho la pelle d'oca"  disse Valeria Marini.

 

"Scusate lo sfogo"  disse il brufolo.

 

"Sono molto contento di essere Qui", disse il nipotino di Paperone.

 

"Qui c'e' qualcosa che non quadra" disse il cerchio al triangolo.

 

"Mi stai prendendo per il culo" disse la bottiglia di  Champagne.

 

"Non tutti i mali vengono per nuocere" disse ridendo il dottore al malato.

 

"Oh, come e' bianco questo bucato!" disse la mamma al figlio drogato.

 

"Aspettatemi!" disse l'ultimo dei Mohicani

 

 "Arrivo!" aveva scritto il traguardo

 

 "Non ho parole!" disse il vocabolario distrutto

 

 "Sei una cacca, ma mi piaci" disse la mosca.

 

 Il mago guardo' nella sua palla di vetro e disse: "Oh, guarda! Ho un testicolo artificiale!"

 

"Non so se mi spiego" disse il paracadute. "Spiegati meglio"ribatte' il paracadutista.

 

"Venderemo cara la pelle" come disse Annabella di Pavia.

 

Il maestro disse Kung ... e Kung fu.

 

Un'ultima raccomandazione:

 

Diffida di chi ti da dei consigli e poi ti insulta, stronzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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*

 

Se dico,  non dico per dire. 

 

Dicendo che dico, dico di dire.

 

 

 

postato da: AVincent alle ore 12:07 | Permalink | commenti (1)
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